Romero-Vélez F., Rejas J., Ruiz de Gopegui R.Efficacy and Safety of Non-Insulin Antidiabetic Drugs in Cats: A Systematic Review.Animals 2025, 15, 2561. –https://doi.org/10.3390/ani15172561
Il diabete mellito felino (FDM) è una delle patologie endocrine più comuni nel gatto domestico. È caratterizzato da un’alterazione dell’omeostasi glicemica dovuta a una progressiva disfunzione delle cellule beta pancreatiche, a insulino-resistenza periferica o a una combinazione di entrambi i meccanismi.
Riconosce numerosi fattori di rischio: obesità, acromegalia, infezioni sistemiche, pancreatite, patologie dentali e renali, gravidanza/diestro, l’uso di farmaci (ad es. corticosteroidi, progestinici, ciclosporina), l’età avanzata e le predisposizioni di razza (come nel gatto Burmese).
La gestione clinica del FDM presenta spesso delle difficoltà a causa dell’iperglicemia indotta dallo stress, della variabilità nella risposta al trattamento e della necessità di collaborazione da parte del proprietario per la somministrazione quotidiana di insulina. Inoltre, ottenere un controllo glicemico adeguato mediante l’insulina può risultare complesso.
Sebbene il cardine del trattamento del FDM clinico sia rappresentato dall’insulina associata a modifiche della dieta, i farmaci antidiabetici non insulinici (NIAD) si stanno affermando come valide alternative.
La presente revisione sistematica mira a sintetizzare e valutare criticamente le evidenze attuali relative all’efficacia e alla sicurezza dei NIAD nei gatti.
È stata condotta una revisione sistematica seguendo le linee guida PRISMA. Nei gatti diabetici i farmaci tradizionali (glipizide, metformina, acarbosio) hanno mostrato un’efficacia limitata, sulla base di evidenze caratterizzate da un elevato rischio di bias. I più recenti inibitori di SGLT2 (bexagliflozin, velagliflozin) hanno dimostrato elevati tassi di successo terapeutico e una efficacia non inferiore rispetto all’insulina, ma sono risultati associati a un rischio significativo di chetoacidosi diabetica euglicemica (eDKA). Nei modelli sperimentali i tiazolidinedioni (o glitazoni ) hanno costantemente migliorato la sensibilità all’insulina, mentre è emerso che la glipizide accelera l’amiloidosi delle isole pancreatiche.




