Il problema delle importazioni irregolari di cani e gatti in Italia da Paesi UE ed extra UE non è purtroppo una novità. Stanno sempre più emergendo situazioni che ci dovrebbero indurre nel nostro quotidiano lavoro a prestare attenzione per contribuire a contrastare questo fenomeno non solo per quanto riguarda gli aspetti legali, ma soprattutto per le implicazioni sanitarie collegate.
Desidero portare alla vostra conoscenza una mia recente esperienza con una gattina acquistata via Internet da un paese extra UE, arrivata tranquillamente in Italia tramite corriere e portata nel mio ambulatorio per una prima visita.
L’acquirente della gattina aveva ricevuto un libretto sanitario, un passaporto e un certificato di titolazione antirabbica del tutto incongruenti per razza, sesso ed età dell’animale. Inoltre su ogni documento compariva un numero di microchip diverso (tre documenti con tre diversi microchip!) e il microchip applicato alla gattina apparteneva alla serie 990…, microchip che ho scoperto essere venduti online e che non identificano il Paese di origine dell’animale.
Tali microchip possono essere acquistati da chiunque su Internet senza difficoltà e perciò possono essere applicati da persone non autorizzate. Non trattandosi di microchip forniti e registrati dai servizi veterinari territoriali, i controlli sulla provenienza e sui trattamenti sanitari di questi animali diventano estremamente complicati o addirittura impossibili da confermare.
Il microchip presente nella gattina in questione corrispondeva a quello indicato nel certificato di titolazione antirabbica però, come già detto, nel certificato comparivano dati anagrafici che indicavano un gatto di razza, sesso ed età diversi rispetto alla gattina portatami a visita.
Resami conto di queste incongruenze, ho ritenuto necessario effettuare una ricerca ed è risultato che il soggetto corrispondente ai dati anagrafici riportati sul certificato di titolazione antirabbica era stato acquistato e registrato in altra regione, proveniva anch’esso da un Paese extra UE ed era forse arrivato in Italia con lo stesso corriere con cui era arrivata la mia paziente.
Quindi nel nostro quotidiano lavoro dedichiamo qualche minuto a controllare con attenzione i dati anagrafici dei nostri pazienti e segnaliamo alle autorità competenti (Servizi Veterinari Asl/Ulss, Servizi veterinari di frontiera) le irregolarità riscontrate non solo per motivi sanitari, ma anche per difendere la dignità del nostro lavoro e l’interesse del nostro Paese.
Su segnalazione di un Medico Veterinario

