Cenni storici sulla razza

Le origini della razza abissina, una delle più antiche conosciute, restano ancora in parte misteriose, anche a causa della mancanza di adeguati studi al riguardo. L’ Abissino è ritenuto, più di ogni altra razza del presente e del passato, l’erede naturale dei gatti sacri adorati nell’antico Egitto, meglio noti come i gatti dei Faraoni. Numerosi ritrovamenti nelle tombe egizie di gatti mummificati mettono in luce un’analoga struttura ossea, slanciata e sottile, che corrisponde pienamente a quella dei gatti raffigurati su papiri e dipinti murali risalenti ai tempi dei Faraoni, dove compare un gatto di taglia media, più piccolo del massiccio gatto europeo, dal lungo collo arcuato, testa relativamente piccola, grandi orecchie, corpo snello ed elegante, arti e coda lunghi e, soprattutto, dotato di un mantello di un caldo color ocra-dorato dove compaiono disegni tabby (comunemente detti striature) molto più lievi e irregolari di quelli del normale gatto tigrato (mackerel), ridotti quasi esclusivamente al muso, alle zampe e alla coda.
L’ ascendenza al gatto dell’antico Egitto è inoltre confermata dal fatto che simili caratteristiche morfologiche sono proprie anche del gatto selvatico africano, dove, a fianco della più comune colorazione tigrata, compare anche un tipo di mantello dal colore e dal disegno simili a quelli dell’Abissino con sfumature che vanno, nei diversi casi, dall’ocra, al fulvo e al bruno-dorato. In particolare, troviamo la prima immagine di questo felino nel manuale Atlas zu der Reise im Nördlichen Afrika del tedesco Eduard Ruppel, pubblicato intorno all’anno 1830, dove, sotto la definizione di gatto dai piedi piccoli, compare la riproduzione di una femmina, trovata in Nubia, le cui caratteristiche somatiche sono molto simili a quelle dell’attuale Abissino. Di questo gatto, inizialmente attribuito alla specie Felis maniculata (oggi considerata sinonimo tassonomico dell’animale scientificamente classificato come Felis lybica), viene riferito che le sue dimensioni sono quelle di un gatto domestico europeo di taglia media e più piccole di circa un terzo rispetto al gatto selvatico europeo (Felis silvestris silvestris – Schreber, 1775). La didascalia della raffigurazione sottolinea l’assenza di striature evidenti su mantello e arti, ridotte più che altro ad una screziatura, e la presenza di un ben definito ticking, ovvero la picchiettatura del pelo, caratteristica dell’odierno Abissino.

gatto dai piedi piccoli
Gatto dai piedi piccolida Atlas zu der Reise im Nördlichen Afrika

Ricerche recenti basate su studi genetici sembrano far risalire l’origine più remota dell’Abissino alle coste dell’Oceano Indiano e del Sud-Est Asiatico; da lì, nel corso dei secoli, esso potrebbe essere migrato fino ai Paesi del Mar Rosso su cui si affaccia l’Etiopia (un tempo chiamata Abissinia) e sulle coste meridionali del Mediterraneo.
Nel Museo Zoologico di Leiden, in Olanda, è esposto un esemplare, comunemente soprannominato Frank’s Abyssinian, acquistato in India nel 1933 da un commerciante di animali e molto simile, per conformazione e colore, a un odierno Abissino.
È quindi probabile che questa razza sia stata selezionata utilizzando gatti introdotti dai commercianti e colonizzatori che nel XIX secolo percorrevano le rotte per l’India.
L’esercito inglese fu inviato in missione in Abissinia dal novembre del 1867 al maggio del 1868 e all’esposizione del Crystal Palace, tenutasi a Londra il 16 dicembre 1871, un gatto definito Abissino e dichiarato come importato dopo la guerra di Abissinia si classificò al terzo posto assoluto. La notizia apparve in un articolo pubblicato sull’Harper’s Weekly nel gennaio 1872.
Nel libroCats, their points and classificationdell’inglese Gordon Stables, del 1874, vi è la prima menzione ufficiale di un gatto Abissino, che è probabilmente lo stesso esposto tre anni prima all’esposizione del Crystal Palace. Accanto all’illustrazione che lo rappresenta è scritto: “Zula, di proprietà della moglie del Capitano Barret-Lennard”.

Zula
Zula, di proprietà della moglie del Capitano Barret-LennardDa Living Animals of the World, 1902

Charles Henry Ross (Londra, 1837-1897) nel suo Book of Cats, edito nel 1868, afferma che in Abissinia i gatti hanno lo stesso valore di una ragazza da marito e possono essere nominati eredi.

the book of cat
Gatti Abissini e Indianida "The book of cats", 1903

Da allora la razza riscosse sempre più l’interesse del pubblico e fu iniziato un vero programma di selezione. Sfortunatamente la carenza di dati rende impossibile ripercorrere la storia della razza negli anni immediatamente seguenti al 1870. I primi pedigree ufficiali e documentati si collocano infatti tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900.
Il primo standard formale fu stilato solo nel 1929. Nel frattempo, però, la razza si era già diffusa, dentro e fuori l’Europa. Nel 1935 venne registrata la prima cucciolata di una coppia importata negli Stati Uniti. Purtroppo, come avvenne in Europa per altre razze, in seguito alla II Guerra Mondiale, l’Abissino conobbe un periodo di grave crisi che rischiò di portarlo all’estinzione. Le stime dicono che in quel periodo sopravvissero solo una dozzina di esemplari in tutta la Gran Bretagna. Al termine del conflitto gli allevatori si impegnarono in un programma di sviluppo grazie a scambi di gatti tra i vari allevamenti, ad importazioni dagli Stati Uniti e anche all’accoppiamento con altri gatti, di razza e non, che consentì la sopravvivenza della razza.
Va infine ricordato che il nome Abissino non è tanto legato al reale luogo di origine biologica, ancora oggi oggetto di discussione, quanto al fatto che da lì provenivano i primi soggetti importati in Inghilterra, che già sappiamo essere la culla dell’allevamento del gatto di razza.

Le caratteristiche fisiche ed etologiche dell’Abissino

L’ Abissino è un gatto a pelo corto, noto per la sua vivacità e prontezza di riflessi. Mostra una spiccata curiosità per tutto ciò che lo circonda, non gli sfugge niente dell’ambiente in cui vive e ogni minima cosa è per lui fonte di divertimento e nuove scoperte. Non per questo è un gatto nevrotico, distruttivo o patologicamente iperattivo. Come tutti i gatti, associa ai momenti di veglia lunghe pause di sonno, concentrate soprattutto nella tarda mattinata e nel pomeriggio; il suo carattere è inoltre particolarmente equilibrato, per cui è difficile che si comporti in modo inaspettato o fastidioso, soprattutto con coloro con cui instaura un rapporto di totale fiducia. Tende a regolarsi sui ritmi di vita delle persone con cui vive, per poter sfruttare al meglio la loro compagnia e i diversivi che la loro presenza offre alla sua innata vitalità. Sarà quindi probabile il gatto sia particolarmente sveglio e partecipe in presenza dei membri umani della sua famiglia.
Nella maggior parte dei casi gli Abissini sono nati e cresciuti in casa, per cui non sentono un particolare bisogno di vivere all’aperto, ma è indispensabile lasciarli liberi di esprimere il loro carattere negli ambienti che hanno a disposizione, che sfrutteranno in modo originale e talora stupefacente. È un gatto che non va recluso, che deve potersi muovere, ed è piuttosto lontano dall’idea di un compagno sornione che sonnecchia tutto il giorno. Per questo, prima di decidere di concedergli l’accesso all’esterno, bisogna valutare attentamente se sia una scelta opportuna, per il suo bene, perché una volta che un Abissino abbia sperimentato il mondo esterno, non gradirà più di vivere relegato all’interno di una abitazione.
Da cucciolo la sua vivacità e curiosità appaiono letteralmente inesauribili.
Una volta cresciuto diventa più posato e meno scavezzacollo, mantenendo tuttavia un carattere particolarmente allegro e giocherellone, da eterno atleta e bambino, in questo evidentemente supportato da particolari caratteristiche fisiche come il corpo snello, le zampe lunghe, la coda affusolata che usa per bilanciarsi. Nel maneggiarlo si percepiscono la tonicità muscolare e il suo essere sempre all’erta, pronto a captare la minima sollecitazione. Anche nel momento di massima affettuosità e abbandono, ha sotto controllo tutto ciò che lo circonda ed è pronto a reagire in modo fulmineo; è impossibile coglierlo impreparato.
Intelligentissimo, è in grado di imparare molto limitandosi ad osservare quello che fanno le persone intorno a lui. Non ci si deve stupire se dimostra di saper aprire i cassetti, le ante degli armadi, se si ricorda a distanza di mesi dove è riposto qualcosa che lo interessa e cerca di appropriarsene. Si adegua, se abituato, al guinzaglio, anche se lo sconsigliamo perché lungo le troppo caotiche vie di una città si spaventerebbe inutilmente mentre sul terreno potrebbe attingere parassiti intestinali quali giardia e coccidi oltre a un buon numero di virus.
È un gatto molto fiducioso e confidente, naturalmente ben disposto verso gli esseri umani, per niente timido, neanche di fronte alle novità. Accoglie molto volentieri persone sconosciute e questa sua disponibilità nei confronti del nuovo ne fa un animale ottimale per famiglie; non risente degli spostamenti, anzi, questo lo incentiverà all’esplorazione e ne terrà viva la curiosità.

Abissino blue
Indiaby Armondo, abissino blueImmagine fornita dall'allevamento Quodlibet

Si abitua di solito con straordinaria velocità ad una nuova famiglia, sia da cucciolo che da adulto. Nei suoi affetti è quindi decisamente aperto a chiunque gli rivolga la sua attenzione e difficilmente è un gatto possessivo ed esclusivo, sia riguardo alle persone che agli spazi, anche nei confronti di animali di altre specie, a meno che non sia stato abituato ad essere l’unico destinatario di ogni attenzione e signore incontrastato di una casa per un lungo periodo. Se il gruppo degli animali è però troppo numeroso, il carattere spiccato dell’Abissino potrà in certi casi condurlo a cercare di mantenere la dominanza, manifestando ostilità, oppure ritrarsi in una solitudine piuttosto sdegnosa.
L’ Abissino risente molto dell’umore e la personalità di chi lo circonda. Un proprietario troppo ansioso o apprensivo potrà determinare a sua volta, inconsapevolmente, un suo comportamento schivo e timido mentre un contesto anche molto vivace o turbolento non pare disturbarlo.
All’affetto che gli viene dato saprà rispondere in modo straordinario.
È un gatto molto espressivo. La sua voce è dolce, gentile, piuttosto acuta, quella che ci si aspetterebbe da un cucciolo. Saluta o risponde a sua volta ad una chiamata ma non è un gatto di per sé molto vocale. Utilizza il miagolio solo per chiedere aiuto se resta chiuso da qualche parte e ha deciso che è il momento di uscire o per esternare un suo desiderio, come ad esempio che gli venga aperta una porta, sempre che non abbia imparato a farlo da solo. Di solito però utilizza maggiormente un suono particolare, di gola, che esprime soddisfazione, affetto, tenerezza. Spesso questo suono è accompagnato dalle fusa. Queste ultime sono molto sonore (nei cuccioli è particolarmente evidente il contrasto tra il rumore prodotto e la dimensione del gatto) e veramente inflazionate. Spesso inizia a fare le fusa prima ancora di essere toccato.

Abissinna fawn
Vespolina del Barondolo, cucciola della delicata varietà fawnImmagine fornita dall’allevamento Del Barondolo

L’Abissino usa spesso zampe e piedi come gli esseri umani usano braccia e mani. Oltre che per le carezze e toccatine che dispensa generosamente, usa le zampe anteriori per aiutarsi e concedersi alcune comodità: spostare la ciotola per avvicinarla alla bocca, magari sottraendola così ad un suo simile che sta mangiando; prendere dalla ciotola una crocchetta per volta e portarla alla bocca mangiandola direttamente dal palmo senza dover chinare troppo la testa o bere direttamente dal rubinetto, tenendo il palmo sotto il getto e portandoselo poi alla bocca e bevendo da lì. Non teme l’acqua, anzi, gli capita spesso di giocarci.
È poi un ladro fenomenale, di una velocità sorprendente. Molte volte ruba per giocare, ma la sua preda preferita è ovviamente il cibo. Dovrebbe essere, in quanto gatto, un carnivoro stretto, ma l’esperienza dimostra che raramente qualche alimento non è di suo gusto. La sua intelligenza lo porta a mettere in atto vere e proprie strategie di scasso della dispensa e del frigorifero, pertanto il proprietario dovrà evitare di lasciare alla sua portata sostanze che per il gatto sono tossiche, come il cioccolato.
Il gatto Abissino è riconosciuto in una ristretta gamma di colori; il più comune è il lepre o ruddy, con genotipo nero, seguito dal sorrel, con genotipo cinnamon. Esistono poi le relative tonalità diluite: blue e fawn e le quattro corrispondenti varianti silver, in cui la radice del pelo è bianco-argento. La ticchiettatura, o ticking, è la caratteristica visiva più appariscente di questo gatto, di cui esiste anche una variante a pelo semilungo, chiamata Somali o Somalo.

femmina
Quodlibet Violet, femmina abissina lepreImmagine fornita dall'allevamento Quodlibet

La salute dell’Abissino

L’ Abissino è un gatto che di regola gode di una buona salute e ha un’aspettativa media di vita di oltre 15 anni, tuttavia anche per gli Abissini esistono malattie specifiche che hanno una prevalenza maggiore rispetto ad altre razze.
Al fine di eradicarle è auspicabile che i riproduttori siano testati per le seguenti patologie:
Pyruvate Kinase Deficiency (PK-Def), ovvero il deficit di piruvato chinasi negli eritrociti. Si tratta di una malattia genetica che si trasmette in modalità di tipo autosomico recessivo secondo le più semplici regole mendeliane. A seguito di una mutazione nel gene PKLR che codifica per l’enzima piruvato chinasi, si determina una delezione di alcune basi nel DNA che determinano la formazione di una piruvato chinasi alterata. Di conseguenza gli eritrociti circolanti sono facilmente soggetti a frammentarsi, determinando una anemia emolitica che può essere più o meno severa, altalenante o raramente anche asintomatica al suo esordio. Con il tempo e il progredire della malattia si possono manifestare altri segni clinici quali grave letargia, perdita di peso, ittero e ingrossamento addominale; la prognosi è generalmente infausta [1].
La patologia talvolta si palesa o viene diagnosticata anche molto tardivamente, quando il paziente si è già riprodotto, pertanto testare i soggetti prima di consentirne la riproduzione è un comportamento doveroso e responsabile, così come evitare l’accoppiamento fra due soggetti sani, ma portatori dell’allele mutato. Il test diagnostico può essere effettuato sia analizzando il sangue che il DNA prelevato da un tampone buccale.
La scoperta di questa mutazione si deve al dott. Giger e dalla sua équipe che l’hanno identificata abbastanza recentemente, ovvero nel 1997 [2].
Molte anemie emolitiche frettolosamente diagnosticate come autoimmuni, ad una più attenta analisi potrebbero essere messe in relazione a tale causa genetica.
Progressive Retinal Athropy (rdAc-PRA), ovvero l’atrofia progressiva della retina nella sua forma recessiva, causata da una mutazione del gene CEP290. I gatti che ne sono affetti nascono con una vista normale ma vanno incontro ad una degenerazione dei fotorecettori che, entro un massimo di cinque anni, causa la cecità completa. Anche per questa patologia è necessario testare i gatti prima che inizino a riprodursi; i test sono effettuati con le medesime modalità già descritte.
L’ANFI non consente l’iscrizione ai Libri Genealogici di soggetti i cui riproduttori non presentino i test per le due citate patologie ma non tutte le associazioni allevatoriali agiscono con la medesima severità. Chi desideri acquistare responsabilmente un Abissino dovrà verificare i test genetici dei genitori del gattino scelto.
Sono inoltre raccomandati per ogni riproduttore anche i test per la mutazione PKD1 (rene policistico), la lussazione della rotula (PL) e, come per qualsiasi altra razza, la determinazione del gruppo sanguigno.

Lo Standard di razza secondo la FIFe

La prima stesura risale al 1949 e l’ultima revisione al 2016. Come di consueto, ricordiamo che gli standard di razza possono non essere identici in tutte le Associazioni gattofile, tuttavia per l’Abissino queste differenze sono in alcuni casi nulle o comunque trascurabili. In questo articolo facciamo riferimento, come di consueto, a quello della FIFe. In calce sono consultabili i relativi dettagli.

abissino sorrel
GanimedeAbissino sorrel

Dove trovare un Abissino in Italia

Gli allevamenti di gatti Abissini in Italia sono pochissimi, tuttavia producono soggetti di alta qualità. Ne segnaliamo alcuni che abbiamo selezionato fra i più qualificati.

  • Quodlibet di Mariagrazia Bregani e Riccardo Camuffo, Milano;  http://www.quodlibet-abys.it/
  • Altair Star di Olga Frolova, Napoli; oci.svietlie@live.it
  • Di Habashat di Emilia Promontorio, Fubine (AL); infoabissini@abissinidihabashat.com
  • Smilynx di Yulia Nekrasova, Palma Campania (NA); smilynxabissini@libero.it

 

Bibliografia

[1] Barbara.Kohn & Christine Fumi; Clinical course of pyruvate kinase deficiency in Abyssinian and Somali cats

[2] Giger, U., Rajpurohit, Y., Wang, P., Ford, S., Kohn, B., Patterson, D.F., Beutler, E., Henthorn, P.S.; Molecular basis of erythrocyte pyruvate kinase (R-PK) deficiency in cats, Blood 90S:5, 1997

Standard di razza

Testa

Forma

Cuneiforme, di proporzioni medie; larga alla sommità. Contorni dolci e gradevoli.
Fronte leggermente arrotondata

Naso

Di lunghezza media. Di profilo la testa presenta una curva dolce a livello degli occhi.

Mento

Fermo e ben sviluppato.

Muso

Arrotondato, determinato da una lieve demarcazione tra zigomo e portabaffi; una pinzatura è un difetto.

Orecchie

Forma

Relativamente grandi, larghe alla base.
La punta è leggermente arrotondata, con la caratteristica macchia più scura denominata “impronta di pollice” o “impronta selvatica” sulla faccia esterna. Sono apprezzati i ciuffi di pelo sull’estremità.

Posizione

Leggermente distanziate, appuntite.

Occhi

Forma

Grandi, a mandorla e ben distanziati.

Colore

Brillanti ed espressivi, di colore ambra, verdi o gialli; il colore deve essere puro, netto e intenso: ambra, verde o giallo. Il contorno dell’occhio deve avere lo stesso colore del ticking.

Collo

Aggraziato.

Corpo

Taglia

Media.

Struttura

Corporatura media, media lunghezza.
Flessibile e muscoloso; dà impressione di solidità.
Buona ampiezza del torace.

Arti e zampe

Zampe lunghe e sottili, in proporzione con il corpo. I tendini sono evidenti alla vista.

Piedi

Piccoli e ovali

Coda

Piuttosto lunga e affusolata, larga alla base.

Pelliccia

Struttura

Corta, fine, compatta e ben aderente al corpo. Resiliente al tocco.

Colore

Ticking distribuito in due o tre bande di colore su ogni pelo, su cui è preferita un’estremità scura.

Note

Aree bianche sono consentite solo su mento e narici.