Herrera K., Nichelason A., Snyder Z., Hetzel S., McLellan G.J., Crawford L.K., Cameron S. Clinically important abnormalities are common in senior cats perceived to be healthy by owners. J Am Vet Med Assoc. 2026 Jul 29:1-10. Epub ahead of print. PMID: 42526494; PMCID: PMC13472236. https://doi.org/10.2460/javma.26.04.0326
Le attuali classificazioni delle fasi della vita definiscono i gatti come gattini (≤ 1 anno), giovani adulti (da 1 a 6 anni), adulti maturi (da 6 a 10 anni) e gatti anziani (> 10-12 anni). L’aspettativa di vita dei gatti è aumentata negli ultimi anni, principalmente grazie ai progressi nelle cure veterinarie, nell’alimentazione e nell’informazione dei proprietari. Con l’avanzare dell’età, aumenta la prevalenza di malattie croniche; ciò ha portato a raccomandare visite di controllo dello stato di salute almeno una volta all’anno – e spesso due volte l’anno – per i gatti anziani. Nonostante queste raccomandazioni, i gatti vengono portati a visita veterinaria meno frequentemente rispetto ai cani, in particolare per visite preventive e di controllo dello stato di salute.
Nei gatti anziani sono comuni i riscontri di cambiamenti comportamentali che possono rappresentare degli indicatori precoci di patologie sottostanti, come la malattia renale cronica (MRC), l’ipertiroidismo, l’osteoartrosi, le patologie dentali e la disfunzione cognitiva.
Affidarsi ai cambiamenti riferiti dai proprietari in sede anamnestica induce spesso a sottostimare l’incidenza delle patologie. Uno degli obiettivi di questo studio era descrivere i reperti dell’esame obiettivo, i risultati clinico-patologici e le valutazioni riferite dai proprietari in una popolazione di gatti anziani – ritenuti sani dai proprietari stessi e sottoposti a visite di routine – e determinare la prevalenza di anomalie individuate tramite esami di routine, accertamenti diagnostici e questionari strutturati rivolti ai proprietari.

