Orecchio, naso e bocca: giornata di studio aivpafe, Napoli 14 marzo 2010
aivpafe ha organizzato una giornata di studio dal titolo «Orecchio, naso e bocca: un crocevia tra medicina e chirurgia nel gatto». Si è trattato di una full immersion specialistica che si avvalsa della competenza di relatori di chiara fama ed esperti del settore che hanno analizzato l’orecchio, il naso e la bocca sia dal punto di vista clinico che chirurgico, riportando grande consenso da parte del nutrito numero di partecipanti.
I relatori sono stati il prof. Paolo Buracco, diplomato ECVS, professore ordinario di Clinica chirurgica della Facoltà di medicina veterinaria di Grugliasco (TO); il dott. Francesco Albanese, libero professionista napoletano che si occupa di dermatologia e la dott.ssa Michéle Lebeau, libero professionista di Roma che si interessa di odontostomatologia.
Gli atti relativi all’evento sono ora disponibili per il download:
atti evento
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La diarrea cronica nel gatto: riunione aivpafe, Bentivoglio (BO) 21 feb 2010
Nel corso del congresso AIVPA di Gastroenterologia, svoltosi a Bentivoglio (BO) il 20-21 febbraio 2010, il prof. Andrea Boari, direttore Dipartimento scienze cliniche veterinarie della Facoltà di medicina veterinaria di Teramo, ha trattato per aivpafe un argomento di grande interesse «La diarrea cronica nel gatto: approccio diagnostico e terapeutico». Si è trattato della distinzione tra diarrea acuta e cronica e tra diarrea del piccolo e grosso intestino. In caso di di diarrea cronica bisogna fare diagnosi differenziale tra IBD, allergia alimentare, neoplasia, ipertiroidismo ed EPI.
Il disturbo intestinale più frequente nel gatto è la colite cronica idiopatica, caratterizzata da una flogosi cronica del grosso intestino associata o meno all’interessamento del piccolo intestino.
La FIBD (Feline Inflammatory Bowel Disease) è caratterizzata da un insieme di disturbi gastrointestinali associati ad un’infiammazione cronica idiopatica di stomaco, intestino e colon o da una combinazione di questi.
L’enteropatia proteino-disperdente (PLE) è più frequente nel cane che nel gatto ed è caratterizzata dalla perdita non selettiva di proteine dal tratto intestinale e si evidenzia solo quando le perdite intestinali sono superiori alla sintesi epatica.
Importante è la differenziazione tra linfoma e flogosi linfoplasmocitaria. Il linfoma nel gatto si presenta sotto due forme: linfoma a piccoli linfociti, più frequente nei gatti anziani e linfoma a grandi linfoblasti, che colpisce a tutte le età, è più aggressivo ed è metastatico. La diagnosi più sicura è quella istologica mediante immunoistochimica.
Gli atti della riunione sono ora disponibili per il download:
atti riunione
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Premio «La mia tesi» 2010
aivpafe in collaborazione con Eukanuba-Iams ha indetto anche quest’anno il premio La mia tesi. La partecipazione è riservata a tutti i neolaureati in Medicina veterinaria presso un’università italiana, nell’anno accademico 2008/09. Le tesi potranno trattare qualsiasi aspetto della medicina veterinaria, purché riguardante il gatto (es. medicina interna, alimentazione, chirurgia, ecc.). Tutti i lavori pervenuti saranno pubblicati sulla rivista Rassegna di medicina felina – organo ufficiale aivpafe – in forma di riassunto e con le modifiche editoriali che si dovessero eventualmente ritenere necessarie. L’autore della tesi vincitrice potrà esporre sinteticamente (15') il proprio lavoro al congresso nazionale aivpafe 2010, in occasione della consegna del premio. Gli sarà inoltre offerta l’iscrizione gratuita all’associazione per l’anno 2010, la partecipazione gratuita a tutte le attività congressuali promosse da aivpafe nello stesso anno, nonché un interessante riconoscimento economico. Modalità e termini di partecipazione sono consultabili scaricando l’allegata locandina 
Atti Congresso nazionale aivpafe 2009 (Mestre)
Il Congresso nazionale aivpafe tenutosi a Mestre il 26 settembre 2009, anno del ventennale dell’Associazione, ha avuto come relatori la dott.ssa Dianne Addie, virologa di fama internazionale e fondatrice del «Feline Institute Pyrenees» dedicato alla ricerca sulla Peritonite infettiva, al cui sito ( www.catvirus.com ) è possibile collegarsi per avere maggiori informazioni in merito. La dott.ssa Addie ha approfondito argomenti quali la Peritonite infettiva del gatto e la Calicivirosi felina, sottolineando l’importanza della vaccinazione associata al controllo dei gattili.
Altra relatrice della giornata è stata la prof.ssa Maria Grazia Pennisi, membro dell’«European Advisory Board of Cat Disease» (ABCD) che ha la finalità di sancire le linee guida sulla prevenzione e gestione delle principali malattie infettive, sui protocolli vaccinali e sulla scelta dei vaccini, ed allo stesso tempo di sensibilizzare i proprietari di gatti su questi aspetti. Il sito dell’ABCD è questo indirizzo: www.abcd-vets.org. La prof.ssa Pennisi ha poi preso spunto dalla recente epidemia di rabbia sottolineando come l’obbligatorietà della vaccinazione dovrebbe interessare anche il gatto, in quanto, essendo libero di girovagare, può diventare un anello di congiunzione importante tra rabbia silvestre e rabbia urbana.
La dott.ssa Laura Pulici ha poi affrontato il problema della comunicazione con il cliente, importante per creare un feeling con il proprietario dell’animale così da trasmettere messaggi d’informazione.gli atti del congresso.
Gli atti del congresso sono ora disponibili per il download:
atti congresso
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II Meeting FVF, Ginevra (CH), 2-3 dicembre 2009
Anche quest’ anno aivpafe ha partecipato al Meeting FVF (Feline Veterinary Federation), tenutosi a Vevey sul lago di Ginevra, il 2 e il 3 dicembre 2009. L’evento ci consente, con una full immersion di due giorni, di confrontarci con le realtà delle altre associazioni europee che, di anno in anno, si accrescono sempre più sia in numero che in soci: sono intervenute infatti due nuove associazioni, quella dell’Estonia e quella Portoghese (APMVEAC).
Molto interessanti anche le relazioni, come quella sulla Pancreatite felina, trattata dal dott. Andy Sparkes, patologia dalla sintomatologia «enigmatica» che può essere confusa con altre malattie.
Si presenta in una forma acuta più grave, perché porta alla fibrosi, e in una una cronica, spesso meno grave.
La forma acuta può essere iatrogena, dovuta a trauma o ad avvelenamento da organofosforici, o infine derivare da infezioni come FIV, FIP, FPV, toxoplasmosi, ecc. I segni clinici sono caratterizzati nel circa 80-90% dei casi da anoressia e letargia, nel 40-50% dei casi ci può essere disidratazione, perdita di peso, vomito ed ipotermia; si può manifestare anche ittero, piressia, distensione e dolorabilità addominale, e masse addominali. A livello ematochimico nel 35% dei casi abbiamo anemia e leucocitosi con neutrofilia, e nel 10% dei casi leucopenia. Inoltre si riscontra aumento della ALT, della fosfatasi alcalina e della bilirubina.
La radiografia ha una specificità diagnostica del 25-50% e all’ecografia il pancreas si presenta ipoecoico e il mesentere reattivo. Per la diagnosi è da preferire il test PLI invece del TLI, che ha una sensibilità del 44% ed una specificità del 70%.
Il dott. Ross Tiffin ha affrontato invece un tema molto interessante in merito al particolare comportamento del consumatore, che vuole sentirsi «speciale», vuole entrare in relazione con il fornitore di cui ha fiducia, e vuole essere trattato alla pari.
Altra relazione è stata quella della dott.ssa Lucia Panakova che ci ha intrattenuto sui disturbi dermatologici felini, quali una rara forma di sindrome paraneoplastica associata al timoma ed un caso di alopecia bilaterale del dorso dovuta a vasculopatia ischemica in un gatto con frattura del bacino.
La dott.ssa Jean-Philippe Clémentine, manager comunicazione scientifica della Nestlè Purina PetCare Europa, ha sottolineato nelle sue
relazioni l’importanza dell’approccio nutrizionale nel gatto diabetico ed in quello affetto da FLUTD.
Il dolore nel gatto: ciò che si vede e ciò che non si vede
Il 12 novembre 2009 presso l’Hotel Parker’s di Napoli la Boehriger Ingelheim Italia, in collaborazione con aivpafe e l’Ordine dei medici veterinari della provincia di Napoli, ha organizzato una serata dal titolo « Il dolore nel gatto: ciò che si vede e ciò che non si vede». La prof.ssa Giorgia Della Rocca della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Perugia ha parlato a proposito dell’importanza del trattare il dolore nel gatto, mentre il dott. Mario Bugliesi ha affrontato l’argomento dell’osteoartrosi del gatto ed il suo trattamento.
Meeting internazionale sui disturbi cardiovascolari del cane e del gatto
Il 10 dicembre 2009 la Facoltà di medicina veterinaria di Napoli, con il patrocinio aivpafe, ha organizzato un meeting internazionale sui disturbi cardiovascolari del cane e del gatto. Gli argomenti trattati sono stati i più svariati ed i relatori di chiara fama, come il prof. Michele Borgarelli, dell’Università del Kansas (USA), ed il prof. Jens Häggström, dell’Università di Uppsala (Svezia).
Il prof. Borgarelli ha illustrato le linee guida per lo screening della Cardiomiopatia dilatativa ed ha trattato del cuore ipocinetico e della prognosi in cani affetti da disturbi cronici della valvola mitralica.
Il prof. Jens Häggström ha esposto sulle modalità di diagnosi e management dei disturbi del miocardio nel gatto e sul trattamento dei disturbi cronici della valvola mitralica.
Il prof. Diego Piantedosi, della Facoltà di medicina veterinaria di Napoli, ha tenuto un’interessante relazione sulla diagnosi e il management della Cardiomiopatia aritmogenica del ventricolo destro (ARVC).
Congresso ESFM – European Society of Feline Medicine
Cavtat (Dubrovnik - HR), 19-21 giugno 2009
Quest’anno il congresso internazionale di ESFM avrà luogo dal 19 al 21 giugno in Croazia; cornice sarà l’amena Cavtat, vicinissima alla splendida Dubrovnik. Come di consueto aivpafe
parteciperà all’evento in veste ufficiale.
Programma scientifico e dettagli organizzativi della manifestazione sono disponibili al seguente indirizzo web: www.fabcats.org/conferences/congress/2009/index.html.
ABCD & Merial Young Scientist Award 2009
Application Deadline 1 February 2009
The European Advisory Board on Cat Diseases (ABCD) invites applications for the ABCD & Merial Young Scientist Award 2009. Candidates should have made an original contribution to the field of feline infectious diseases and/or immunology, which has been published or accepted for publication in a referenced journal (PubMed, Web of Science, Web of Knowledge), or accepted by another assessing body (e.g. a Thesis Committee) in 2007 or later.
Candidates should be based in Europe (EU or EFTA country), have completed a veterinary or biomedical curriculum, but should not yet have achieved a PhD or Diplomate status.
Applications should be made in English in an electronic format and include a short abstract (max. 500 words) of the work the applicant wishes to submit, as well as a short curriculum vitae and two personal references. Any relevant publications and/or dissertation on the topic
should be included.
The deadline for submission
is
1 February 2009.
The award of 1000 € is funded by Merial and will be presented by the ABCD at the «Congress of the European Society of Feline Medicine (ESFM)» to be held in Dubrovnik (Croatia) from 18 to 21 June 2009. The award winner will be informed and receive a complimentary registration to this congress. Return travel expenses and accommodation will also be covered to allow the laureate to attend the event. The award will be given at the winner’s presentation of his/her findings at this event.
Recipient of the ABCD & Merial Young Scientist Award 2008, presented at the 2008 ESFM congress on 25 September, was Dr Hannah Dewerchin (Ghent University, Belgium), for her work on FIP.
Application forms and detailed rules can be downloaded from the ABCD web site: www.abcd-vets.org. For further information, please contact Karin de Lange,
ABCD secretary, karin.delange@abcd-vets.org.
ABCD & Merial Young Scientist Award 2008
La ricercatrice belga Hannah Dewerchin vince l’ABCD & Merial Young Scientist Award 2008. Il primo ABCD & Merial Young Scientist Award 2008 (AMYSA) è stato conferito il 25 settembre a Edimburgo alla dott.ssa Hannah Dewerchin dell’Università di Gand, Belgio, in occasione del congresso della Società europea di medicina felina.
La dott.ssa Dewerchin (29) ha ricevuto il premio per il suo lavoro sulla peritonite infettiva felina (FIP) e in particolare sull’interazione tra il coronavirus infettante e la cellula ospite e sulla sua capacità di evitare la risposta immunitaria umorale.
«I meccanismi immunitari coinvolti possono spiegare il motivo per cui un gatto non è in grado di superare l’infezione e perché i tentativi di vaccinazione in genere falliscono», ha dichiarato. La sua ricerca fornisce importanti informazioni per comprendere meglio la patogenesi della FIP.
Il premio è stato consegnato dal professor Marian C. Horzinek, presidente del Comitato consultivo europeo sulle malattie dei gatti (European Advisory Board on Cat Diseases, ABCD)1 e presidente della giuria, che si è congratulato con la vincitrice: «Il livello delle adesioni che abbiamo ricevuto era molto alto, ma l’intera giuria si è ritrovata d’accordo sulla qualità del lavoro della dott.ssa Dewerchin. È una giovane ricercatrice molto promettente!» Il dott. Jean-Christophe Thibault, direttore tecnico per i prodotti biologici di Merial (Europa, Medio oriente e Africa),2 ha aggiunto: «Fedeli alla missione dichiarata da Merial di essere un leader innovativo nel settore della salute animale, siamo molto fieri di aver reso possibile questo premio europeo. Iniziative come queste, in associazione a rinomati organismi scientifici come l’ABCD, mettono in evidenza giovani e promettenti ricercatori e i team a cui essi appartengono».
Sia il professor Horzinek che il dott. Thibault hanno convenuto che la dott.ssa Hannah Dewerchin, sotto la guida del professor Hans Nauwynck (Università di Gand), ha contribuito a fornire importanti informazioni su questa enigmatica malattia infettiva del gatto.
L’ABCD & Merial Young Scientist Award, creato nel 2008 e del valore di 1.000 €, è finanziato da Merial e viene conferito ad un giovane scienziato del settore veterinario o biomedico che ha apportato un contributo originale nel campo delle malattie infettive e/o dell’immunologia del gatto. I partecipanti devono avere pubblicato i loro risultati su una rivista elencata su PubMed o su Web of Science o gli stessi risultati devono essere stati accettati da un altro organismo di valutazione riconosciuto. I candidati devono risiedere in Europa (UE o Paese dell’EFTA), devono avere completato un corso di studi in veterinaria o scienze biomediche, ma al momento dell’iscrizione non devono avere conseguito un dottorato o un diploma di specializzazione. È già ora possibile inviare le adesioni per l’edizione del 2009.
I moduli di iscrizione e i dettagli del regolamento possono essere scaricati dal sito
di ABCD: www.abcd-vets.org. Per ulteriori informazioni, contattare Karin de Lange, segretaria dell’ABCD e dell’Ufficio stampa/Stampa veterinaria, all’indirizzo e-mail: karin.delange@abcd-vets.org.
1 Il Comitato consultivo europeo sulle malattie dei gatti (European Advisory Board on Cat Diseases, ABCD) è un panel indipendente di 17 veterinari provenienti da dieci Paesi europei, esperti in immunologia, vaccinologia e/o medicina felina. L’ABCD è stato istituito per redigere linee guida per la prevenzione e la gestione delle principali malattie infettive che colpiscono i felini in Europa, basandosi sulle attuali conoscenze scientifiche. Per ulteriori informazioni, visitare il sito: www.abcd-vets.org.
2 Merial è una società innovativa, leader mondiale del settore della sanità animale, che offre una gamma completa di prodotti per migliorare la salute e il benessere degli animali domestici e da reddito. Merial impiega più di 5.000 persone e opera in più di 150 Paesi di tutto il mondo. Le sue vendite nel 2007 hanno raggiunto quasi i 2,5 miliardi di dollari. Merial Limited è una joint venture tra Merck & Co., Inc. e Sanofi-Aventis. Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.merial.com.
Premio «La mia tesi» 2009
aivpafe in collaborazione con Eukanuba-Iams ha indetto quest’anno il premio La mia tesi. La partecipazione è riservata a tutti i neolaureati in Medicina veterinaria presso un’università italiana, che abbiano conseguito la laurea nell’anno accademico 2006/07 o 2007/08. I lavori presentati potranno trattare qualsiasi aspetto della medicina veterinaria purché riguardante il gatto (es. medicina interna, alimentazione, chirurgia, ecc.). Tutti i lavori pervenuti saranno pubblicati su Rassegna di medicina felina, organo ufficiale aivpafe, in forma di riassunto e con modifiche editoriali che si dovessero eventualmente ritenere necessarie. L’autore della tesi vincitrice potrà esporre sinteticamente (15') il proprio lavoro al congresso nazionale aivpafe 2009, in occasione della consegna del premio. Gli sarà inoltre offerta l’iscrizione gratuita all’associazione per l’anno 2009, la partecipazione gratuita a tutte le attività congressuali promosse da aivpafe nello stesso anno, nonché un interessante riconoscimento economico. Modalità e termini di partecipazione sono consultabili scaricando l’allegata locandina 
Premio per la ricerca in medicina felina
ABCD e Merial offrono un premio di 1000 euro per un giovane ricercatore (che non ha ancora conseguito PhD o un diploma). Per concorrere bisogna aver pubblicato (anche in corso di stampa), su una rivista recensita da PUbMed, un contributo originale nel campo delle malattie infettive o dell’immunologia felina. Da qui è possibile scaricare la locandina originale con le informazioni di dettaglio: locandina 
Ilaria Capua vince il premio «Scientific American 50»15/01/2008. Ilaria Capua, virologa ed esperta di fama internazionale sull’influenza aviaria, è uno dei vincitori di «Scientific American 50», il premio annuale istituito dalla prestigiosa rivista americana Scientific American riservato a ricercatori, team di ricerca e aziende che si sono distinti nel corso del 2007 per il loro contributo al progresso scientifico, tecnologico ed economico. Il comitato scientifico della rivista ha scelto Ilaria Capua, responsabile del Centro di referenza nazionale/OIE/FAO per l’influenza aviaria all’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie di Padova (IZSVe), per aver promosso le iniziative in favore della condivisione e della trasparenza dei dati scientifici sull’influenza aviaria fra i ricercatori di tutto il mondo attraverso il Network GISAID, il database pubblico che raccoglierà le sequenze geniche dei virus influenzali isolati dall’uomo e dagli animali.
La dott.ssa Capua ha così dichiarato: «Il riconoscimento del Scientific American non è altro che una testimonianza dei livelli di eccellenza e della credibilità che istituzioni scientifiche italiane possono raggiungere. Sono orgogliosa per la categoria dei veterinari, ma soprattutto perché il premio è stato assegnato ad una struttura della sanità pubblica italiana.[...] Sono molto soddisfatta perché è stato premiato un nuovo modo di vedere la ricerca scientifica e la collaborazione internazionale, e anche molto orgogliosa che l’eccellenza italiana al femminile sia stata riconosciuta a livello mondiale.»
Il Centro diretto dalla dott.ssa Capua ospita circa 60 fra tecnici e laureati che si occupano di diagnosi e di ricerca nel campo delle malattie infettive virali degli animali e sviluppa programmi di ricerca e formazione a livello internazionale attraverso fondi europei, Fao e del Ministero della salute, ospitando molti ricercatori stranieri ed offre a giovani veterinari la possibilità di operare nel campo della sanità pubblica veterinaria a livello internazionale. (fonte FNOVI)
Chlamydophila Felis, un patogeno insidioso
Intervet amplia la sua linea di vaccini NOBIVAC® con l’immissione sul mercato di un nuovo vaccino quadrivalente per gatti che conferisce immunizzazione attiva nei confronti di Panleucopenia, Rinotracheite virale, Calicivirosi e Clamidiosi felina.
«Chlamydophila felis» è attualmente riconosciuta come la terza causa di affezioni delle vie respiratorie superiori del gatto, in cui il sintomo principale è la comparsa di congiuntivite, spesso persistente fino a 6-8 settimane con eliminazione continua del microrganismo per molti mesi nell’ambiente.
C. felis, oltre che localizzarsi a livello oculare, è stata anche isolata da altri epiteli e mucose, tra cui il polmone, il tratto gastrointestinale e l’apparato riproduttivo. È un microrganismo Gram-negativo intracellulare, con un ciclo vitale che attraversa varie fasi durante le quali si rivela diversamente sensibile all’azione degli antibiotici. Di conseguenza il trattamento risulta essere di lunga durata e le tetracicline rappresentano la terapia di prima scelta (soprattutto doxiciclina): il trattamento deve durare almeno 4 settimane ed occorre ripeterlo a cicli per evitare la comparsa di recidive. La terapia antibiotica in gruppi di animali è spesso onerosa e riesce solo a limitare l’impatto clinico della patologia, ma non riesce a debellarla. Per questo motivo in ambienti a rischio di Clamidiosi dove i gatti vivono in condizioni di sovraffollamento (pensioni, allevamenti o esposizioni feline) è consigliabile la profilassi vaccinale.
Ogni gatto è unico ed ha esigenze diverse in funzione dello stile di vita e del rischio di infezione: il nuovo vaccino quadrivalente Intervet per gatti, fornisce protezione «viva» ed alza il livello di protezione a quattro. Le 4 componenti sono tutte «vive attenuate» per garantire una più rapida induzione dell’immunità, un’efficacia elevata e prolungata nel tempo.
I gatti vaccinati con vaccinazione di base con il nuovo vaccino quadrivalente Intervet per gatti hanno dimostrato una riduzione molto significativa dei sintomi clinici (P<0.01) rispetto ai controlli, dopo challenge con ceppi virulenti di C. felis, Calicivirus Felino ed Herpesvirus Felino ad 1 anno dalla vaccinazione.
La protezione nei confronti della Panleucopenia dura 3 anni, in base a studi challenge e prove sierologiche. Questo nuovo vaccino, inoltre, non contiene adiuvante, per una maggiore sicurezza della vaccinazione felina: infatti si è dimostrato estremamente sicuro in studi clinici e prove di campo multicentriche. In uno studio allargato di sicurezza su adulti e gattini, ben 1263 soggetti di età compresa tra 6 settimane e 18 anni, sono stati vaccinati con una o due dosi a 3 settimane di distanza, l’incidenza delle reazioni locali e sistemiche è stata rispettivamente pari allo 0,1% e 0,2%.
Il nuovo vaccino quadrivalente Intervet per gatti contiene il ceppo «F9» vivo attenuato di calicivirus felino, il medesimo ceppo contenuto nel vaccino trivalente per gatti di Intervet. In un recentissimo studio indipendente (Università di Liverpool - BSAVA Congress 2006), il ceppo «F9» ha dimostrato di neutralizzare l’88% delle varianti di calicivirus isolate in campo da cliniche veterinarie, riconfermando la sua efficacia in campo.
Per saperne di più: Wills JM et al. 1988, JSAP, 327-339.; Gunn-Moore DA et al. 1995, Vet Rec. 136: 366-367; Veterinary Vaccinology, Pastoret PP, et al. Eds., Elsevier 1997, 519-580; Malattie Infettive del cane e del gatto, Greene CE Ed. 2003, II ed. Antonio Delfino Ed., Cap 100, 717-750; Porter C.J, Radford. A.D and Gaskell. R.M. (2006), Comparison of the ability of FCV vaccines to neutralise a panel of current UK feline calicivirus isolates. Proceedings of the BSAVA Congress, 49, 571; IVVDC, Oslo, Norwey, July 2006.
Per ulteriori informazioni: www.intervet.it
Congresso ESFM – European Society of Feline Medicine
Praga 21-23 settembre 2007
«Thinking cat» – pensare come un gatto. L’Hotel Hilton di Praga sarà per tre giorni la sede di stimolanti riflessioni e di interventi di carattere pratico riguardanti gli aspetti comportamentali del gatto e la pratica clinica, rivolto sia ai veterinari che ai diplomati in scienze comportamentali. Saranno presenti dieci esperti di fama internazionale in medicina e comportamento felini che illustreranno una grande varietà di argomenti di etologia. Il Congresso è stato gentilmente sponsorizzato da Hill’s,
Fort Dodge, Merial e Boehringer Ingelheim.
Verrà trattato il problema molto importante della socializzazione e delle cause principali dello stress felino, oltre al ruolo che questo può avere nel manifestarsi di eventuali problemi clinici. Saranno anche approfonditi argomenti di dermatologia e di urologia. I cambiamenti di comportamento nel gatto possono essere la chiave di successo per diagnosticare disordini clinici talvolta difficili da interpretare e divenire, allo stesso tempo, i principali indicatori di uno stato di sofferenza dell’animale.
I partecipanti a questo congresso potranno imparare molto sulle disfunzioni di tipo cognitivo-comportamentale dei gatti, ed altrettanto bene a riconoscere e gestire un dolore di tipo cronico. Tra gli argomenti trattati vi sarà quello relativo all’importanza dell’odore come forma di comunicazione ed all’uso dei feromoni sintetici con i gatti che «spruzzano», nonché la validità di altri tipi di farmaci. I partecipanti verranno anche stimolati a riflettere su cosa prova un gatto durante la visita dal veterinario ed in che modo si potrebbe migliorare questa esperienza, a vantaggio di tutti quelli coinvolti: veterinario, proprietario e gatto.
Durante il congresso sarà allestita anche una vivace esposizione commerciale e non mancherà, nemmeno per quest’anno, un programma sociale davvero invitante, che prevede una cena di gala in maschera al Palazzo Zofin (casa signorile al centro di Praga). Il sabato pomeriggio sarà libero, per consentire un giro turistico della città, davvero una delle più visitate in tutta Europa.
Quote d’iscrizione: 520 € per i soci ESFM; 590 € per i non soci. La quota comprende:
• conferenze ed abstracts delle relazioni presentate; • tea & coffee; • ricevimento di
benvenuto (Welcome Reception), venerdì 20 settembre, ore 20.00; • pranzi di venerdì e sabato. La cena di gala di sabato sera ha un costo di 74 € per persona.
Tutti i dettagli sul programma scientifico e d’intrattenimento sono disponibili sul sito www.fabcats.org/felinecongress.html, insieme al modulo per l’iscrizione al congresso;
oppure potete scaricare la brochure (eng) dal nostro sito: programma
(1.2 Mb)
Una nuova società internazionale di medicina felina,
la FVF – Feline Veterinary Federation
aivpafe, all’inizio del 2007 si è affiliata alla nuova società scientifica internazionale di medicina felina, la FVF (Feline Veterinary Federation), nata dalla collaborazione con ESFM ( European Society of Feline medicine) ed il FAB (Feline Advisory Bureau), istituto di beneficenza inglese, fondato nel 1958, che si occupa della salute e del benessere dei gatti.
Molte le novità ed i vantaggi per aivpafe e per tutti coloro che in qualche modo usufruiranno delle nostre collaborazioni e visiteranno il nostro sito:
all’interno del sito FVF, in cui sarà presente anche il logo aivpafe, verrà previsto
un microsito a disposizione della società scientifica italiana, in cui verranno periodicamente inserite, tradotte in italiano, alcune schede informative sulle malattie più comuni e sulle problematiche inerenti il mondo felino, comprendenti anche consigli pratici, utili ai proprietari; aivpafe potrà arricchire di volta in volta il microsito con informazioni relative all’attività del proprio gruppo.
aivpafe avrà garantito all’interno della rivista ufficiale della società europea, il Journal of Feline Medicine and Surgery, uno spazio per comunicazioni ufficiali relative
alla propria società.
Questa affiliazione favorirà lo scambio di collaborazioni con studiosi e relatori internazionali e la possibilità di avere anche a livello nazionale la partecipazione di esperti di altissimo livello scientifico.
alzheimer felino. abstract da «Tiscali Notizie» - 7 dicembre 2006
La ricercatrice Danielle Funn-Moore, presso «la Royal School of Veterinary» di Edimburgo, ha riscontrato all’esame autoptico di numerosi felini, la presenza di anomalie proteiche a livello encefalico analoghe a quelle presenti in persone malate di morbo di Alzheimer. La studiosa ha osservato manifestazioni cliniche di senescenza precoce ed ha trovato una correlazione positiva tra la maggiore età raggiunta dai felini domestici (un caso documentato addirittura di 32 anni), e l’insorgenza della patologia. La patologia potrebbe essere presente in altre specie, come il cane, la cui vita media si sta allungando in conseguenza delle sempre maggiori cure a loro tributate in ambito domestico. L’alzheimer felino andrebbe prevenuto secondo la Funn-Moore, con le stesse modalità raccomandate per l’uomo: alimentazione, stimolazione mentale e interazione sociale.
divagando sulla nuova storia evolutiva dei felini
In un momento di «fermenti virologici» che tengono costantemente in apprensione milioni di persone e il destino di milioni di animali da reddito, mancava altro che il coinvolgimento del gatto, adducendo un suo possibile ruolo come «animale sentinella» o ancor peggio di «anello di congiunzione» per la trasmissione all’uomo della tanto paventata pandemia di influenza aviaria. Da studi epidemiologici si è appurato che il gatto può presentare tassi anticorpali sierici del virus dell’influenza A. I sottotipi finora isolati sono H7N7, H9N2, compreso il famigerato H5N1. Indipendentemente che si tratti di ceppi virali LPAI (virus a bassa patogenicità) o HPAI (virus ad alta patogenicità), la diffusione di queste notizie ha scatenato ulteriori allarmismi tra i proprietari di gatti. Un analogo allarme era stato ventilato con la SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome) una malattia sostenuta da
un Coronaviridae, ordine dei Nidovirales, prepotentemente comparsa agli inizi del 2003 nell’area di Guandong in Cina infettando 8096 persone e uccidendone 774. La SARS secondo alcuni studiosi ha preso origine dal «Civet Cat», il quale non è un gatto bensì lo zibetto, un viverride. L’uomo non può contrarre la SARS dai suoi gatti, ma persone con SARS possono probabilmente infettare i gatti (Addie D.D.: SARS – a good reason not to eat the cat. Proceeding of The North American Veterinary Conference, 469-470, 2005). Il gatto è stato tuttavia utilizzato come modello sperimentale per lo studio della SARS-CoV (Osterhaus et al.: Philos. Trans. R. Soc. Lond. B. Biol. Sci. 359, 2004). Il gatto è in questo caso vittima, come vittima è di un’altra recente malattia che ha sconvolto il comparto zootecnico bovino, la BSE, altra
temibile sigla che ha perturbato il sonno di numerose persone in Europa. Il gatto può ammalarsi di FSE (Encefalopatia Spongiforme Felina) presumibilmente attribuibile al consumo di pet-food prodotti con scarti della macellazione di animali (in tal caso ruminanti) infetti da encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE). Il gatto è risaputo essere un valido indicatore di sanità animale tanto da venire utilizzato anche come animale sentinella in caso di inquinamento ambientale da metalli pesanti. Non sempre però è vittima, a volte diventa capro espiatorio per il ruolo che riveste in alcune malattie che possono ripercuotersi sull’uomo. A tutti è nota la toxoplasmosi, che vede il nostro felino rappresentare l’ospite definitivo e il serbatoio di infezione della malattia parassitaria. Ma realmente, quanta colpa può avere il gatto nella diffusione della malattia toxoplasmica visto che elimina le oocisti per sole 2-3 settimane con le feci? Non
bisogna poi dimenticare il ruolo dei gatti nella trasmissione all’uomo della bartonellosi (nota anche come malattia da graffio), della clamidiosi e della tubercolosi, oppure della forfora del gatto nell’insorgenza dell’asma infantile. Questo coinvolgimento sempre maggiore del gatto negli studi scientifici fa sospettare una sua possibile nuova storia evolutiva: da «spazzino» e controllore di animali dannosi, a divinità e animale da compagnia, sostituto del cane e del maiale come animale da laboratorio (rischio veramente limitato visto che in Italia nel 2000 si sono impiegati 25 gatti a scopo sperimentale). Questa sua costante chiamata in causa non sarà però un nuovo tentativo per demonizzarlo? Forse questi nuovi interessi sui gatti sono legati alle ancora scarse conoscenze che si hanno su questo diffusissimo animale? È recente la definizione dell’albero genealogico dei felini. Alla fine del 2005 un gruppo di scienziati, coordinati da
Warren Johnson del National Cancer Institute di Frederick nel Maryland, dopo aver esaminato il DNA di 37 specie viventi di felidi, hanno datato le loro radici a 11 milioni di anni fa in Asia. Da allora questi animali hanno fatto circa dieci migrazioni intercontinentali fino a raggiungere l’attuale distribuzione in tutto il mondo. L’albero genealogico evidenzia diversi rami: il primo è quello «feroce», che si è staccato dal principale circa una decina di milioni di anni fa ed è composto da tigri, giaguari, leopardi delle nevi e leoni. Seguono il caracal, l’ocelot, la lince e il puma. Poi sei milioni di anni fa, i leopardi asiatici e infine i gatti domestici. Quest’ultimi, essendo evolutivamente i più giovani, hanno molta più grinta e chance per fare della strada. Li vedremo ricoprire ruoli diversi, attualmente impensabili? Di sicuro a breve non si trasformeranno in uomini, nonostante molti gatti siano sempre
più «umanizzati», i geni corrispondenti fra gatto e uomo si trovano nello stesso ordine solamente all’interno del cromosoma X.
Fausto Quintavalla
ESFM Feline Congress – Roma, 8/9/10 settembre 2006
L’European Society Feline Medicine, cui aivpafe è affiliata, ha organizzato in Italia, a Roma, l’edizione 2006 del suo annuale congresso internazionale. Per quanti, come noi, si occupano appassionatamente di medicina felina è certamente occasione da non mancare!
Maggiori informazioni relative all’evento nel programma scaricabile ◊ qui ◊ (150 Kb);
e, naturalmente, nel sito di «esfm» all’indirizzo: www.fabcats.org/felinecongress.html.
USA. Nel 2007 primi gatti a prova di allergie
Saranno in vendita nel 2007 i primi 400-500 gatti(ni) «a prova di allergie». Privi cioè della versione della proteina FEL D1 che scatena starnuti, respiro difficoltoso e altre reazioni allergiche. Lo ha annunciato l’azienda californiana «Allerca», che dal 2004 punta a creare gatti privi dell’allergene sotto accusa. «Allerca» però ha dovuto rivedere i propri piani e abbandonare il progetto di far nascere mici geneticamente modificati, per concentrarsi sull’allevamento selettivo di gatti a bassissimo potere allergizzante. [«Il Gazzettino», 11/06/2006.]
influenza aviare da H5N1. Le raccomandazioni dell’ABCD per affrontare nella pratica i casi di gatti sospetti di infezione
24 maggio 2006. Il Comitato consultivo sulle malattie del gatto (ABCD) di recente costituito, ai primi di marzo ha organizzato al suo interno un gruppo di lavoro al fine di fornire ai veterinari liberi professionisti informazioni e indicazioni su come comportarsi nel caso di gatti sospetti di infezione da H5N1. L’ABCD è un comitato indipendente costituito per formulare linee guida per la prevenzione e la gestione delle principali malattie infettive dei felini in Europa. La società Merial ha aiutato la nascita del Comitato e lo supporta finanziaramente.
Le presenti linee guide e l’aggiornamento bibliografico sono stati redatti da Etienne Thiry (Liege/B), coadiuvato da Diane Addie (Glasgow/UK), Herman Egberink (Utrecht/NL), Katrin Hartmann (Munich/D), Hans Lutz (Zurich/CH) e Hervé Poulet (Lyon/F), membri dell’unità operativa dell'ABCD sull’influenza aviare.
L’infezione dei gatti. I felidi possono essere infettati naturalmente e sperimentalmente con il virus H5N1. La prima prova sperimentale della patogenicità del virus per il gatto domestico è stata ottenuta nel 2004.1 Nel febbraio 2004 l’infezione di gatti domestici è stata osservata in Thailandia.2 Nella stessa nazione, sono stati pubblicati i dati relativi a due focolai di malattia mortale in tigri e leopardi.3 Alla fine di febbraio/inizio marzo, di quest’anno, tre gatti sono deceduti nell’isola di Ruegen (Germania) ed i test di laboratorio hanno dimostrato la presenza di H5N1. Ancora in marzo, tre gatti sono stati trovati infetti, ma vivi, in un ricovero per animali a Graz, in Austria.
Gatti, ma anche furetti, ratti e conigli… Il sottotipo H5N1 del virus dell’influenza aviare tipo A, appartenente alla famiglia Orthomyxoviridae, colpisce prevalentemente gli uccelli. La trasmissione ai mammiferi si osserva in maniera sporadica e l’infezione può causare malattia caratterizzata da alta morbilità ed elevata mortalità. L'uomo, i primati, i roditori, i lagomorfi, i mustelidi e i felidi, incluso il gatto domestico, possono risultare infetti e soccombere alla malattia.4
…e l'uomo?. In una dichiarazione dell’WHO del 28 febbraio 2006, si legge: « Non vi è alcuna prova che i gatti domestici giochino un ruolo nel ciclo di trasmissione del virus H5N1. Fino ad oggi nessun caso umano è risultato legato alla presenza di gatti infetti. Non è stato registrato nessun focolaio nei gatti domestici. A differenza degli uccelli selvatici e domestici non vi è alcuna prova che i gatti domestici siano un serbatoio del virus. Tutte le prove disponibili indicano che le infezioni dei gatti si osservano in associazione con i focolai di H5N1 negli uccelli domestici e selvatici ».
Cosa sappiamo? I seguenti dati sono stati ottenuti da infezioni sperimentali.
5 Questi riflettono l’odierno stato di conoscenza e dovranno essere rivisti ed implementati man mano che ne saranno disponibili di nuovi:
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i gatti possono essere infettati per via tracheale e orale e tramite l’ingestione di pollo infetto; |
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l’infezione può avvenire attraverso il contatto con uccelli infetti; |
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i gatti infetti possono trasmettere il virus ad altri gatti per contatto diretto; |
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quantità moderate di virus sono sufficienti per infettare un gatto; |
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il virus è eliminato tramite la secrezione nasale e le feci; l’eliminazione nasale inizia tre giorni dopo l’infezione e continua per quattro o più giorni; |
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il periodo d’incubazione nelle infezioni sperimentali è di circa due giorni; |
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i segni clinici sono rappresentati da febbre, letargia/depressione, dispnea e congiuntivite; quando compaiono i segni clinici, l’esito della malattia è per lo più infausto nel giro di una settimana. È stato osservato anche ittero; |
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alla necroscopia si apprezza la presenza di lesioni multifocali ai polmoni nonché petecchie emorragiche a carico delle tonsille, dei linfonodi mandibolari e retrofaringei e del fegato; |
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l’esame istologico evidenzia lesioni infiammatorie e necrotiche nei polmoni, cuore, cervello, reni, fegato e surrene. In gatti alimentati con pollo infetti sono state osservate lesioni a livello dell'intestino tenue. |
1 Kuiken et alii, Avian H5N1 Influenza in Cats, «Science», CCCVI, 2004, p. 241.
2 WHO, Avian influenza A (H5N1) – update 28: reports of infection in domestic cats,
20 February 2004.
3 Keawcharoen et alii, Avian influenza H5N1 in tigers and leopards, «Emerg. Infect.
Dis.», X, 2004, pp. 2189-2191; and Thanawongnuwech et alii, Probable Tiger-to-Tiger
Transmission of Avian Influenza H5N1, «Emerg. Infect. Dis.», XI, 2005, p. 699-701.
4 Un elenco delle specie recettive è disponibile al seguente indirizzo Web: www.
nwhc.usgs.gov/disease_information/avian_influenza/affected_species_chart.jsp
5 Kuiken et alii, Avian H5N1 Influenza in Cats, «Science», CCCVI, 2004, p. 241; and
Rimmelzwaan et alii, Influenza A virus (H5N1) infection in cats causes systemic
disease with potential novel routes of virus spread within and between hosts, «Am.
J. Pathol.», CLXVIII, 2006, pp. 176-183.
Considerazioni sul rischio – domande e risposte
1. come si infettano i gatti? Il pre-requisito è che il gatto viva in una regione dove siano stati identificati attraverso indagini di laboratorio uno o più uccelli infetti da H5N1; se ciò avviene, devono essere considerati i seguenti fattori di rischio:
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il gatto vive in un ambiente dove sono presenti uccelli acquatici; |
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il gatto ha accesso all’ambiente esterno; |
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il gatto ha contatti con pollame allevato all’aperto o al chiuso; |
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il gatto è stato alimentato con carne di pollo non cotta. |
2. come si contagia il gatto da un altro gatto? Il contatto stretto con un gatto infetto da H5N1 ed ammalato deve avvenire entro i primi sette giorni di infezione; sebbene potrebbero aversi infezioni asintomatiche di breve durata, non sono mai state osservate infezioni persistenti da H5N1.
3. come potrebbe il gatto infettare una persona? Fino ad oggi (maggio 2006) nessuna trasmissione di virus da gatto a uomo è stata riportata. Ad ogni modo è necessario ricordare che:
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un virus H5N1 che ha infettato un gatto si è già adattato ad un mammifero; i virus isolati dalle persone hanno mostrato un aumento di virulenza per i mammiferi;1 |
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il virus è eliminato tramite l’apparato respiratorio e con le feci; |
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la quantità di virus eliminato è abbastanza elevata da permettere l’infezione dei gatti che vivono a stretto contatto; |
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a causa dello stretto contatto tra gatti e proprietari, un gatto infetto potrebbe infettare una persona; |
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attualmente il rischio di infezione e di malattia per le persone non può essere stimato. |
4. quando il veterinario dovrebbe sospettare che un gatto ammalato è infetto da virus H5N1? Prima di emanare un sospetto, deve essere valutato il rischio potenziale in accordo con l’anamnesi e le circostanze (vedi il punto 1):
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se il rischio è ammesso, deve essere eseguita una valutazione clinica e si dovrebbero registrare i seguenti segni clinici: febbre, letargia/depressione, dispnea, congiuntivite, decorso rapidamente mortale; sono stati descritti anche segni neurologici; |
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la diagnosi differenziale deve escludere le infezioni caratterizzate da segni sistemici e respiratori similari, come quelle causate da herpesvirus e calicivirus felino e da batteri (Bordetella bronchiseptica, Chlamydophila felis, e mycoplasma); |
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i segni clinici possono portare solo ad emettere un sospetto che dovrebbe essere confermato dai test di laboratorio. |
5. come devono essere maneggiati i campioni da inviare al laboratorio? Le autorità sanitarie devono essere informate in accordo con le norme nazionali e va contattato il laboratorio diagnostico per ulteriori informazioni. Comunque, possono essere fornite alcune regole generali. Per prelevare tamponi orofaringei, nasali e rettali, bisogna eseguire i seguenti passaggi:
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contrassegnare i tubi di plastica con un pennarello indelebile; |
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trasferire i tamponi nei tubi e chiuderli accuratamente; |
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pulire la superficie dei tubi con alcool per ridurre il rischio di contaminazione per il personale di laboratorio; |
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inviare i tubi maniera sicura, all’interno di sacchetti di plastica, al laboratorio di referenza nazionale, in accordo con le procedure definite dalle autorità locali. |
Bisognerebbe prelevare campioni post-mortem di polmone e linfonodi mediastinici da inviare in formalina tamponata al 10%.
Non è raccomandabile l’esecuzione di test per l’influenza in proprio.
6. quali misure deve prendere il veterinario in caso di sospetto di infezione da H5N1 in un gatto?
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a propria protezione personale: |
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ridurre al minimo il contatto fisico con il gatto, evitando graffi e morsi; |
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indossare guanti, mascherina e occhiali protettivi quando si maneggia il gatto; |
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si raccomanda la sedazione del gatto prima di effettuare prelievi; |
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utilizzare un disinfettante medico standard per decontaminare le superfici |
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a rotezione del personale ausiliario e degli altri animali: |
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il gatto sospetto deve essere tenuto nella clinica in isolamento in gabbia. |
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a protezione dei proprietari e delle loro famiglie: |
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in casa il gatto deve essere confinato in una stanza separata (prima di essere portato in ambulatorio); |
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il contatto fisico con il gatto deve essere ridotto al minimo ed evitati graffi e morsi; |
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lettiere, ciotole, ceste ed altri oggetti potenzialmente contaminati devono essere disinfettati con una soluzione di ipoclorito di sodio (varechina per uso domestico); |
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le camere nelle quali il gatto ha avuto accesso prima della visita dal veterinario, devono essere accuratamente pulite utilizzando un detergente per uso domestico. |
7. cosa può fare il proprietario per ridurre il rischio di infezione da H5N1?
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seguire attentamente l’andamento dell’epidemia attraverso i mezzi di informazione nazionale e locale; |
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non alimentare i gatti con carne di pollo cruda; |
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in caso di elevata mortalità tra gli uccelli selvatici, i gatti devono essere tenuti dentro casa fino a quando non siano disponibili ulteriori informazioni sulla causa dei decessi. |
1 Maines et alii, Avian Influenza (H5N1) Viruses isolated from humans in Asia in 2004
exhibit increased virulence in mammals, «J. Virol.», LXXIX, 2005, pp. 11788-11800.
alcuni siti web consultabili sull’argomento:
World Health Organisation: http://www.who.int/en/
World Organisation for Animal Health: http://www.oie.int
Eu. Comm. Animal Health and Welfare: http://europa.eu.int/comm/food/animal/
nuovo comitato consultivo di esperti europei per la proposta di linee guida sulle malattie infettive dei gatti in Europa
28 aprile 2006. È stata annunciata oggi la costituzione di un nuovo «Comitato consultivo sulle malattie dei gatti» (European Advisory Board on Cat Diseases – ABCD) formato da diciassette esperti europei, conseguenza del fatto che esiste una certa preoccupazione tra gli esperti per la salute dei circa sessanta milioni di gatti che vivono in Europa a causa di un tasso inadeguato di vaccinazione.1 Una ricerca condotta tra oltre 30.000 proprietari di gatti in cinque nazioni europee ha evidenziato che quasi sei proprietari di gatti giovani su dieci non ha vaccinato il proprio gatto, il 30% dei proprietari di gatti adulti non lo ha mai vaccinato e meno della metà lo vaccina regolarmente.2
Durante i recenti focolai di afta epizootica in Europa, la vista delle carcasse dei bovini abbattuti che bruciavano sottoforma di enormi pire ha provocato pubbliche proteste a favore della vaccinazione degli animali. Sorprendentemente, nel campo degli animali da compagnia sta succedendo l’opposto ed i proprietari spesso contestano la necessità della vaccinazione.
Il professor Marian Horzinek, presidente del neonato «ABCD», ha dichiarato:
«La vaccinazione è divenuta vittima del proprio successo. I significativi benefici della vaccinazione si apprezzano con difficoltà, poiché le malattie sono ben controllate e quindi osservate raramente. Un obiettivo fondamentale di ABCD è quello di contribuire ad una maggior consapevolezza dell’opinione pubblica relativamente alla prevenzione e al controllo delle malattie infettive dei gatti, promuovendo la vaccinazione come momento fondamentale della scelta responsabile di diventare proprietario di un gatto». Ed ha poi aggiunto: «Con la presenza di oltre 60 milioni di gatti in Europa vi è un’evidente necessità di linee guida basate su evidenze scientifiche per la prevenzione e la gestione delle principali malattie infettive feline, inclusi i protocolli vaccinali, la scelta dei vaccini come pure il rischio di eccessi vaccinali».
I membri del Comitato sono veterinari provenienti da dieci nazioni europee, con esperienza in immunologia, vaccinologia e/o malattie infettive feline. Essi si prefiggono di redigere linee guida basate sulle attuali conoscenze scientifiche per la prevenzione e la gestione delle principali malattie infettive feline in Europa, quali panleucopenia, rabbia, leucemia felina, corizza e sui recenti casi di influenza aviaria nei gatti.
Definito anche «Serbatoio di conoscenza sulle malattie feline», il Comitato proporrà anche programmi di vaccinazione individuali da definire all’atto della visita sanitaria annuale del gatto, utilizzata al fine di valutare il rischio individuale di ciascun soggetto. Il professor Horzinek ha poi affermato come «un protocollo di vaccinazione dovrebbe essere basato su una decisione razionale presa da veterinari e proprietari di gatti e non dettata da informazioni raccolte su internet».
«Sebbene l’American Association of Feline Practitioners (AAFP) abbia già sviluppato raccomandazioni di questo tipo, in Europa si osservano significative differenze nell’incidenza delle malattie, virulenza dei ceppi, epidemiologia, vaccini disponibili, popolazione felina e suo stile di vita. Tutto ciò si rifletterà in maniera considerevole sulle valutazioni di ABCD», questa l’affermazione del dott. Jean-Christophe Thibault, Scientific and Technical Manager per i prodotti biologici della Merial in Europa, che è stato attivamente impegnato nella creazione di ABCD. La casa farmaceutica di prodotti veterinari Merial è impegnata nel supportare le attività in corso del Comitato.
«Noi prevediamo di completare le linee guida sulle principali malattie infettive dei gatti3 entro il 2008. Come gruppo di scienziati, siamo orgogliosi della nostra indipendenza. Noi siamo molto grati a Merial il cui supporto rende possibili le riunioni» ha sancito il prof. Horzinek.
L’ABCD terrà incontri tre volte l’anno e ad ogni meeting prevede di discutere una o due delle principali malattie infettive dei gatti. Questa primavera, il Comitato si è riunito a Barcellona per formulare le linee guida sulla vaccinazione nei confronti della panleucopenia felina. Inoltre, ha anche costituito una task force per valutare i rischi e la gestione della possibile trasmissione al gatto dell’influenza aviaria dovuta al virus H5N1. Le linee guida formulate saranno rese note al più presto.
1 CPL - J2020 Piano di mercato per il dry petfood in Europa
2 Ricerca di mercato Merial pubblicata nel 2002
3 Panleucopenia felina, rabbia, leucemia felina, rinotracheite felina (sostenuta da feline
herpesvirus e calicivirus), immunodeficienza felina, peritonite infettiva felina e infezioni
da Chlamydia/Bordetella.
i membri dell’ABCD sono: Marian Horzinek, Diane Addie, Sandor Bélak,
Corine Boucraut-Baralon, Herman Egberink, Tadeusz Frymus, Tim Gruffydd-Jones,
Katrin Hartmann, Margaret J. Hosie, Albert Lloret, Hans Lutz, Fulvio Marsilio,
Maria Grazia Pennisi, Alan Radford, Andy Sparkes, Etienne Thiery, Uwe Truyen.
e in particolare, per l’Italia:
Fulvio Marsilio: Dipartimento di scienze biomediche comparate, sezione malattie infettive, Università di Teramo. Interessi di ricerca: PCR quale sistema diagnostico per le infezioni delle vie aeree superiori, vaccino ricombinante per calicivurus felino.
Maria Grazia Pennisi: professore ordinario di Clinica medica veterinaria. Responsabile dell’ambulatorio di Clinica medica, Dipartimento di scienze mediche veterinarie, Università di Messina. Interessi di ricerca: immunologia clinica, Bordetella bronchiseptica nei gatti, virus dell’immunodeficienza felina.
per informazioni:
visitare il sito all’indirizzo www.abcd-vets.org
Karin de Lange - Press officer/Professional press
tel. +33 299078710; mail: karin.delange@abcd-vets.org
Mars Webb - Communications officer/Consumer media
tel. +44 2088350372; mail: mars.webb@abcd-vets.org
emergenza influenza aviaria: « La morte del cigno »
I cigni sono tristemente saliti agli onori della cronaca italiana, quali vittime dell'influenza aviaria: dirette o indirette dato che si segnalano anche casi di sterminio «cautelativo» per paura del contagio all’uomo, in assenza di pericoli effettivi.
E I GATTI? Non vogliamo certo che facciano la fine dei cigni!
Esistono segnalazioni aneddotiche di infezione di gatti domestici avvenuta in Asia durante l’epidemia del 2003 e 2004 e si conoscono casi di trasmissione intraspecifica in leopardi e tigri. I ricercatori dell’Erasmus Medical Center di Rotterdam sono anche riusciti ad infettare sperimentalmente dei gatti attraverso l’ingestione di carne infetta o per via trans-tracheale. Si è infatti ottenuta l’eliminazione del virus attraverso le feci (come succede negli uccelli infetti), lo sviluppo di lesioni polmonari ed il passaggio dell’infezione ad altri gatti.
Una certa attenzione è quindi giustificata, anche se sappiamo che non è mai stato documentato nessun caso di contagio umano da mammiferi domestici o selvatici. In presenza di un focolaio di influenza aviaria sarebbero (il condizionale è assolutamente d’obbligo) ovviamente a rischio di contagio solo i gatti semiliberi per la loro possibilità di predare uccelli infetti: come non ipotizzare che uccelli malati possono fin troppo facilmente finire in bocca ad un bravo gatto «cacciatore»? Ma anche il verificarsi di questa, che possiamo considerare la peggiore, evenienza non comporta certezza di contagio per il gatto e tanto meno rischio certo di contagio per l’uomo.
Nessun problema invece per i gatti «di città»: vivendo strettamente confinati in appartamento non sono esposti ad alcun rischio di contagio e gli alimenti di origine industriale – perfino se realizzati con carne in origine infetta – sono assolutamente sicuri, dato che i virus influenzali vengono inattivati a soli 70°C!
Maria Grazia Pennisi
antirabbica: passaporti – chiarimenti del Ministero della Salute
Chiarimenti del Ministero della Salute in relazione alla validità della vaccinazione antirabbica per movimenti intracomunitari degli animali domestici. In una nota diffusa dal Ministero della Salute si afferma: «la Commissione Europea ha sottolineato che la data di validità da indicare nella parte IV del passaporto, deve essere individuata dalle raccomandazioni della ditta produttrice di tali vaccini e non da disposizioni in vigore negli Stati membri in cui vengono effettuati i controlli».