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RASSEGNA DI MEDICINA FELINA
pubblicazione scientifica trimestrale
direttore scientifico
MOLLY STA MOLTO MEGLIO!
«Molly sta molto meglio e la dottoressa mi ha detto che sono stata brava a seguire la terapia.» Questo mi ha riferito al telefono contenta una cliente non giovanissima che avevo inviato in una clinica per una visita specialistica. «Brava» è la parola che mi risuona nella mente se ripenso a quella telefonata e alla voce soddisfatta della signora. Personalmente non conosco la collega, ci siamo sentite per qualche caso, penso che questo modo di porsi davanti al cliente riconoscendogli un ruolo attivo, gratificante nel miglioramento dell’animale sia tipico della sua personalità e non di chi sa quale studio cervellotico, un po’ americano, molto commerciale che sempre più ci viene proposto da vari articoli su riviste di settore. «Brava» o «bravo», un’affermazione che gratifica e rassicura, usata spesso nell’educazione dei bambini e poi quasi dimenticata nel mondo degli adulti e del lavoro. Crescendo diventiamo avari di parole incoraggianti, di riconoscimenti, forse involontariamente presi da cose più importanti, da obiettivi sempre più lontani, da clienti sempre più esigenti. Per essere «bravi» bisogna fare «cose grandi», diagnosi difficili, interventi complicati e la brava il bravo diventano sempre più lontani dal quotidiano della maggior parte di noi, fatto per lo più di vaccini, diarree, forme respiratorie, pruriti e purtroppo di confronti-scontri con colleghi sempre più... più, più... Qualcuno di noi a volte si scoraggia, fatica, sceglie strade drammatiche, altri vanno avanti arrabbiati, scontenti, stanchi. Basterebbe ogni tanto ripescare in un vocabolario dimenticato di parole semplici, infantili come brava e bravo e rivolgerle sia al cliente anche un po’ impegnativo che ha seguito la nostra prescrizione, sia a noi, brava o bravo, che abbiamo eseguito con scienza e coscienza un’anamnesi accurata, una visita, qualche esame collaterale per arrivare ad una diagnosi magari di ascaridiosi, leishamaniosi, pseudogravidanza o urolitiasi, e abbiamo impostato un’aggiornata terapia frutto del nostro continuo impegno. Ma siamo bravi anche quando sappiamo riconoscere i nostri limiti, le nostre capacità e con professionale umiltà chiediamo consulti a colleghi più esperti, o meglio, bravi in modo diverso da noi, per mantenere fede al nostro impegno di assicurare il benessere dei nostri pazienti. E non è cosa da poco. Margherita Calcara affiliata: aivpa, associazione italiana veterinari piccoli animali ◦ esfm, european society of feline medicine ◦ fvf, feline veterinary federation
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